Figli e figliastri

UpdateLa proposta di legge che equipara i figli naturali a quelli legittimi da oggi è legge. Oggi, infatti, non senza qualche discussione, è passata con 366 a favore, 31 contro, 58 astenuti.

Una discussione macchiata da polemiche riguardo l’art. 3, ovvero quello sui figli nati da rapporti incestuosi che alcuni parlamentari (la proposta è venuta da Giovanardi) volevano stralciare, trovando il no dell’Assemblea della Camera e portando diversi parlamentari (tra cui la Binetti e Mantovano) a votare contro la proposta di legge.

La Binetti ha parlato di “sdoganamento dell’incesto”. “Un disegno di legge – ha continuato – che avrebbe dovuto tutelare i diritti dei figli naturali è diventato un disegno di legge sull’incesto”. Di tutt’altro parere ovviamente il senatore del Pdl, Filippo Saltamartini, presentatore in Senato dell’emendamento sull’equiparazione dei figli nati da rapporti incestuosi: “I bambini e i figli nati da questi rapporti non hanno nessuna colpa e spetta anche ai cattolici salvaguardarne la dignità e l’armonico sviluppo della personalità”.

Insomma da oggi niente più figli e figliastri

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Da Linkiesta ho appreso che dopo vari passaggi lunedì prossimo si discuterà il provvedimento che dovrebbe equiparare i figli naturali (procreati, cioè, da genitori non uniti tra loro da vincolo matrimoniale) a quelli legittimi. Ciò che però m’ha sconvolto, oltre all’esistenza in sé di una separazione legale tra concetti di figli, è che io questa differenza non la conoscevo, o meglio non sapevo che mia figlia, nata da persone non sposate, legalmente non avesse vincoli di parentela se non con i genitori stessi. Insomma, non ha zii, cugini, nonni e se esistesse non potrebbe considerare un eventuale altro nostro figlio come fratello/sorella. Sconvolto, insomma, dal fatto che avevo dato per scontate cose che credevo naturali e naturali, invece, non sono.

Maria Dossetti, a lungo docente di Diritto di famiglia all’Università di Milano spiega al blog del Corriere della Sera La 27a ora che:

Il riconoscimento che la condizione dei figli è la medesima rispetto ai genitori non impedisce che rimanga un’area di disparità di trattamento tra figli naturali e figli legittimi: quella del rapporto con i parenti di ciascun genitore. La rilevanza giuridica della parentela naturale è stata circoscritta dal legislatore a situazioni specifiche e non ha assunto carattere di principio generale. La recente legge sull’affidamento condiviso segna, però, una inversione di tendenza, poiché prevede che il figlio minore abbia il diritto di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale, anche dopo la separazione tra i genitori coniugati o la cessazione della convivenza more uxorio. Sembra ormai giunto il momento, per il legislatore, di rimuovere ogni forma di discriminazione tra i figli, assumendo eventualmente, come punto di partenza, i progetti di legge già presentati in Parlamento”.

Sì, sembra che quel momento sia giunto e con un ritardo mostruoso rispetto alla società in cui viviamo, in cui ci si sposa sempre meno, dove il calo continuo dei matrimoni va avanti dal 1972, secondo quanto dice l’Istat, oltre a vedere una proiezione di figli nati extra matrimonio in aumento se è vero quello che si diceva un paio di anni fa qui:

“Sono il primo ad essere rimasto sorpreso quando ho calcolato l’attuale curva di crescita delle nascite extranuziali e l’ho proiettata nei prossimi dieci anni – spiega Alessandro Rosina – ma il dato che emerge è che nel 2020 oltre il 50% dei bimbi avrà genitori non sposati. Il cambiamento sarà all’inizio più evidente nelle regioni del Nord, ma entro il 2025 sarà totale anche al Sud, dove comunque il matrimonio resiste ancora. E questo porterà ad una radicale trasformazione della famiglia, tenendo conto che è soltanto dalla metà degli anni Novanta che in Italia la nascita di un bimbo fuori dalle nozze è diventato fatto comune e accettato…”.

Insomma il fatto che si sia deciso di discuterne, finalmente, dopo un lungo iter mette una pezza ai ritardi, ma a questo punto finché non la vedremo, questa legge, permetteteci di dubitare della bontà di un sistema che, come si dice a Napoli, per anni ha visto, e vede tuttora, figli e figliastri.

Il testo della proposta di legge da discutere lo trovate qua.

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