La musica che gira attorno (a me): “Però sei molto italiano”

Credo che una rubrica settimanale musicale sia l’unica che possa riuscire a portare avanti e così ecco la musica che ha girato attorno questa settimana (e qualcosa in più. Diciamo che torna ciclicamente in questo periodo). Non per forza la migliore, ma quella che gira.

Prima di dare il via ai titoli è bene specificare che è tutto italiano (a differenza della settimana scorsa), quindi lasciamo per un momento la parola a Stanis la Rochelle:

Non c’entra il fatto che abbia vinto il Premio Tenco come miglior esordio (finita l’epoca, se mai fosse cominciata, dell’andare appresso ai premi. Ah! lo vedrete a Sanremo), ma quello di Colapesce è senza dubbio uno dei migliori album ascoltati quest’anno. L’ex Albanopower riesce ad incastrare una serie di pezzi scritti veramente bene. “Un meraviglioso declino” è una sorpresa che fugge via lieve e malinconico, senza che si riesca a staccare l’orecchio da una bella scrittura mai scontata. E si becca due video (ma non è semplice fare una scelta). “Oasi” (“Lo stipendio da niente dimezzato dai vini” racconta una vita, piuttosto che la dolcissima “Tu che goccioli al mio fianco, quasi muoio”):

Mentre il secondo è “Restiamo in casa” (“Esco in balcone e m’intasco un respiro profondo/Ancora spento intravedo le strade/Fischio di treno si coordina la caffettiera”):

Ci sono artisti, poi, che non si prendono mai troppo in considerazione per un motivo spesso sconosciuto (o semplicemente per snobismo), poi capita che all’improvviso a causa di un preciso motivo (suggerimento?) ti ritrovi ad ascoltare. Ecco, Niccolò Fabi è uno di questi, anzi direi “questo” in particolare e smessi i panni snob devo dire che “Ecco”, il suo ultimo album si fa ascoltare. Canzone della settimana “Le cose che non abbiamo detto” – versione live all’Angelo Mai – anche perché sono quelle che alla fine “Verrano a cercarci a disturbarci il sonno” (anche se non sempre dirle è per forza un bene):

E anche Roberto Angelini ci siamo ritrovati ad ascoltarlo per suggerimento (in più è del giro di Fabi). L’ultimo album “Phyneas Gage” è particolare, a suo modo sperimentale, abbastanza discontinuo per i miei gusti, ma comunque da ascoltare. Scordatevi “Gatto matto”, vi prego. Questa è “Cenere” in versione album:

Su di lui spesso si storce il naso. Parlo di Dente. Considerato una delle punte di diamante del cantautorato italico, ne ho sentito apprezzamenti al pari di forti critiche. Molto discontinuo anche lui, riesce però a scrivere in maniera semplice, a volte molto semplice, riuscendo comunque a non perdersi nell’effetto “zuccheroso”. A suo vantaggio c’è stato un ascolto massiccio di “L’amore non è bello” durante l’esilio parigino. Quella che gira di più è “Saldati“:

I Numero 6 assieme ai Perturbazione sono uno dei talloni d’achille del sottoscritto. Aspetto i loro nuovi album come molti aspettano quello dei Radiohead (vabbè, forse esagero). Fatto sta che “Dio c’è” è l’ennesima bella prova (la più pop?) di Michele “Mezzala” Bitossi e compagnia. Questa è la prima che m’è rimasta in testa (assieme a “Un mare”, ma dato che è feat. Colapesce la scartiamo) anche perché racconta un po’ quella che è la battaglia quotidiana di un gruppo come il loro:

Ma ci mettiamo anche questa (e cercatevi “Da piccolissimi pezzi” casomai cantata da quel folle genio che è Bonnie “Prince” Billy)

Quello di Bianco pure è un album arrivato poco fa, che non ho ancora capito quanto mi convinca. Ci sono pezzi orecchiabili, e altri meno. Questa è “JPG”

E dopo averli citati coi Numero 6, e dato che Tommaso Cerasuolo ha collaborato con Bianco, non si possono non citare i Perturbazione, che stanno girando tantissimo con un album che non è il mio preferito ma uno mica li sceglie sempre… L’album è “Canzoni allo specchio“, la canzone è “Dieci anni dopo

Dopo un concerto visto qualche settimana fa ho ripescato “Sushy & Cola” e mi ritrovo a cantare continuamente in macchina “La spesa” dei Marta sui Tubi (Mi manca un chilo di pace integrale/e due etti ci comprensione/e un cartone d’amore a lunga conservazione/non rimane che fare la spesa”)

Max Gazze chiude il cerchio che comprende Fabi e Angelini. Ed è, probabilmente, grazie a loro che quest’album è uscito dalla polvere:

Non ci sono donne, cioè non che non ce ne siano, ma questa è solo la musica che gira attorno in questo periodo. Ad esempio, per molto tempo, ha suonato l’album di Maria Antonietta (a dire la verità è ancora nell’ipod a girare). Da qualche parte ho letto una cosa del tipo “Perché se Beyoncé parla di sesso nei testi diventa Beyoncé e se in Italia lo fa Maria Antonietta al meglio si leggono critiche?”. Ecco, confermo, perché? Quindi:

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