La musica che gira intorno (a me): Italian indie

musica blogNessun fatto particolare questa settimana, a parte le solite classifiche. Solo alcuni gruppi che girano e girano, accomunati solo dall’essere gruppi che una volta (anche ora?) si sarebbero definite indie. Gruppi che in qualche modo hanno lasciato un segno in quest’anno musicale italiano (alcuni in maniera oggettiva e altri per me, che poi è la cosa più importante per chi ha una rubrichetta con quella parentesi specificata).

I Sikitikis ad esempio. Un gruppo che avevo ascoltato un po’ con l’album precedente e che era caduto nel dimenticatoio (seppur riprendendolo in mano adesso, non meritava quell’indifferenza). Poi mi sono ritrovato il download gratuito dell’ultimo e l’ho fatto partire. Inizialmente la bocca ha fatto il classico movimento snob (portandosi tutto su un lato e portando con sé il naso), poi il piede ha cominciato ad andare a tempo, finché alcuni pezzi sono diventati fondamentali quando vuoi portare il piede a battere un po’ il tempo. Questa è “Soli”

I Soviet Soviet sono un gruppo che se fosse uscito negli anni 80 avrebbe fatto la storia del post punk italiano. L’album si chiama Nice ed è del 2011 e questa è Lokomotiv, che mi riporta dritto dritto ai Diaframma

Qualche anno fa non avrei mai immaginato di poter dire che quello dei Drink to me potesse figurare tra i migliori album italiani dell’anno (ma qui mettiamo al bando le classifiche), visto il mio amore per l’elettronica. Ma quest’album merita vari ascolti e scalate in classifica. Questa è Future Days

E rieccoci alla storia delle classifiche. L’album dei Vadoinmessico (gruppo misto di italiani e non) entrerebbe in questa classifica nelle prime posizioni. Ma noi delle classifiche abbiamo detto che ce ne freghiamo e ci godiamo sonorità à la Vampire Weekend. E in un momento in cui di pop ce ne riempiamo le mani Archaeology of the future ci sta una meraviglia. Ascoltatelo, ne vale la pena. Questa è Teeo

Il Gruppo Ics, invece, non ha ancora album alle spalle ma solo un paio di ep (ma forse dell’album se ne fregano, chissà). Non troverete recensioni, né una bio ufficiale, al massimo qualche foto in maschera sul blog. Quello che posso/so dirvi per certo è la passione del cantante per i Joy Division, che i testi ti si piantano in testa fin da subito, così come le melodie e che se avete bisogno d’energia non dovete fare altro che premere play; gli ep, infatti, li trovate in free download dal sito. Questa è “Ultimo Comunicato (Tributo al Tempo materiale)”, ispirata, come dice il titolo, al bel libro di Giorgio Vasta (“Il tempo materiale“, appunto)

Anche dei Mirabel si sa poco, se non che “Giordano Bruno” è la prima canzone di questo nuovo progetto e che del gruppo fanno parte Riccardo Abbruzzese e Alfredo Maddaluno, che assieme erano gli Atari e singolarmente suonano/hanno suonato nei Valderrama 5 e nei 24 Grana, Alessandro Innaro (EPO e 24 Grana) e Maurizio de Oliveira. Aspettando l’album completo questa è la prima canzone

E per un progetto nuovo che nasce, uno già rodato che si rinnova. I Foja, infatti, mi accompagnano da un po’ e dopo aver avuto un buon successo con il loro esordio “‘Na storia nova” (grazie anche al video di “‘O sciore e ‘o viento” girato da Alessandro Rak) hanno fatto uscire un EP live, registrato durante una serata al Trianon con un po’ di ospiti/amici (Libera Velo e Claudio Domestico degli GNUT). Questa è “Se pò sbaglia’”

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