La musica che gira intorno (a me): il 2012 in musica

musica blogNessuna classifica per questo 2012 e nessun augurio per il 2013 in entrata. Solo musica, quella che ci accompagna e ci accompagnerà in futuro e quella che, volente o nolente, segna periodi e racconta storie. Così è inevitabile guardarsi alle spalle e chiedersi qual è la colonna sonora che ha accompagnato quest’anno. Musica che inevitabilmente abbiamo ascoltato in determinati momenti e che ha un significato particolare, non per forza quella che abbiamo ascoltato più di altra, semplicemente caduta al momento giusto (ad alcuni sembrerà strano, ma le canzoni hanno la capacità di saper cogliere i momenti giusti – o, comunque, trovano una convergenza di intenti col nostro stato d’animo).

La prima canzone è per lei, ovviamente. Per il suo primo anno avevo scelto un classico, Forever Young di Bob Dylan. Un augurio (per lei sì), che spero servirà… e poi una bella canzone e, insomma, Bob Dylan.

May your wishes all come true (…)

May you grow up to be righteous
May you grow up to be true
May you always know the truth
And see the lights surrounding you
May you always be courageous
Stand upright and be strong
May you stay forever young
Forever young, forever young
May you stay forever young.

John Grant ha girato non poco in questi mesi nell’iPod. L’album, del 2010 è molto bello e questa Where the dreams go to die ha assunto improvvisamente significato.

I see you closing all the doors

I see the walls as they go up

Heaven è, per il sottoscritto, probabilmente uno dei miglior album dell’anno. Come si fa, poi, a non amare un album che parte con un pezzo del genere?

Poi capita che le cose succedono e la vita cambia. E gli Smiths sono un classicone

Love is Natural and Real
But not for you, my love
Not tonight, my love
Love is Natural and Real
But not for such as you and I, my love

E arrivano gli Afterhours e non succedeva da un po’. Non in maniera così ingombrante. Sono, stranamente, una boccata d’ossigeno. Si piazzano nell’iPod e sembra che nonostante il “random” girino sempre loro. E tornano alla mente un paio di canzoni, neanche tra quelle che ho ascoltato di più negli anni, né le più vecchie. Insomma, sono tornati a caratterizzare un periodo particolare, un luogo particolare (un percorso particolare, piuttosto), momenti particolari.

se c’è una cosa che è immorale
è la banalità

Bye Bye Bombay

I Beach House. Beh i Beach House sono, come i Walkmen, uno dei gruppi che ho ascoltato maggiormente in questi anni, che fosse il primo o il secondo album (spesso mescolati tra loro). Ma in un determinato momento, anche loro hanno segnato un preciso istante. Fugace, ma a suo modo importante.

Help me to make it

Help me to make it
Found yourself in a new direction
Aeons far from the sun
Can you come?

E torniamo sempre a lui, Colapesce. Ne abbiamo già parlato, ma il suo album ha segnato questo fine 2012 (pur essendo uscito un anno fa) e quindi…

L’autostrada sputa fuoco
Sembra un drago
Il tuo seno lavica
La terra trema
Cerco l’oasi di servizio
Non la trovo
Tu che goccioli al mio fianco
Quasi muoio

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