Lysandre: l’esordio di Christopher Owens (ex Girls) convince a metà

Lysandre OwensIeri è uscito Lysandre, l’album d’esordio di Christopher Owens, ex leader dei Girls, una delle band più interessanti di questi ultimi anni. In occasione di questa uscita abbastanza attesa, visto anche il successo dei due album del gruppo, il New York Times (mica bruscolini) ha dedicato un ritratto a Owens, con un’anteprima dell’album.

Melena Ryzik lo ha seguito durante la sua prima esibizione da solista, ripercorrendo un po’ la sua carriera, artistica e personale, sottolineando come non si sia fatto mancare niente dell’armamentario rock&roll, dalla droga ai benefattori milionari, dalla “sexual experimentation” passando per una setta. Insomma una vita per nulla semplice che si rispecchia anche nelle sue canzoni: “Voglio essere uno che scrive della propria vita, al proprio ritmo e che può decidere di fare un album come questo, quando vuole”. Chiaro?

Lysandre fluttua tra sonorità rock, pop e folk ed è un concept album su un amore reale e finito male:

Nothing like a memory to open up a broken heart/its been years but I look at you now/and you’re torn apart (A brocken heart)

And when I took your hands in mine and I kissed you/I don’t think there was anybody else in the world/When you said I should kiss you forever, I said that I would (Everywhere you were)

‘Cause love is everything that you need/It always comes back to love (Lysandre).

Ma Lysandre, per quanto atteso, non ha convinto appieno la critica. Forse perché ci si aspettava di più. L’album si fa ascoltare tranquillamente, ma in effetti manca quel picco, quella spinta per fargli fare un salto verso qualcosa che sia più della sufficienza.

Pitchfork gli dà 6.5 sottolineandone, inevitabilmente, l’aspetto privato. Per Stereogum “The whole album sounds like the work of a gifted and ambitious songwriter who wants to move closer to the sounds his idols made but who’s ever so slowly drifting away from the things that once made him great”, nonostante ci siano non pochi aspetti interessanti. Più convinti a Paste dove gli danno un 7. Consequences of Sound dà tre stelle su cinque e anche qui si sottolinea la sua bravura ma la sua distanza dal talento dei Girls “It’s not like Owens didn’t have a mission for Lysandre – it’s loosely a concept album, about a French girlfriend he had during Girls’ first tour, so we know there was some kind of focus – but too often, it just doesn’t seem like he was as ambitious with the craft of this one as he was with past efforts, however natural they may have sounded”.

Insomma, un album pieno di cose buone, intimistico e fatto di un buon songwriting che, però, potrebbe esser riassunto nel classico “Il ragazzo s’impegna ma può dare di più” di scolastica memoria. Intanto lo aggiungiamo al tassello che Owens ha cominciato a costruire con i Girls, visto che la strada è quella, ormai segnata. Sta a lui, insomma, non perdersela.

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