Sai che sei stato flickrizzato?

scatto copia

Un paio di giorni fa mi hanno fotografato per strada. Era un ragazzo con una macchina professionale (o almeno mi pareva tale), piegato leggermente sulle gambe e non italiano. Lo ricordo benissimo perché mi aveva un po’ infastidito. Perché aveva fotografato proprio me? Che voleva? Insomma, una serie di domande che finirono con un: “Vabbè, ma figurati, è un turista con la passione per la foto che stava fotografando via Roma e ci siete capitati in mezzo”.

Intermezzo: sono ossessionato da anni dal fatto che in giro per il mondo ci possano essere foto in cui sono capitato per sbaglio. Immagino innamorati giapponesi che sorridono con la mia faccia sullo sfondo, vecchietti americani a cui distruggo la foto col naso di profilo e cose così. Quando una volta mi venne in mente di scriverne – ero piccolo e per un secondo pensai di scrivere qualcosa di lungo – era questo l’argomento che avevo scelto. Fine intermezzo.

Oggi mi scrive un amico: “Sai che sei stato flickrizzato? LINK”. Ed era esattamente la foto che mi avevano fatto. E dalla foto si vede esattamente il mio viso infastidito. In calce alla foto leggo commenti che interpretano cose e mi rendo conto che per rispondere devo essere registrato. E che per registrarmi devo avere una mail Yahoo. E io mi scoccio di fare tutti questi passaggi e così resto solo con una strana sensazione di fastidio, benché alla fine questa persona non ha fatto nulla di male. È una bella foto, inclusa in un album con un bel nome, in mezzo ad altre belle foto. È stato bello il momento, l’idea che si è fermato per cogliere un momento, il momento esatto in cui lo guardo infastidito. Però, boh, ci penso e resta il fatto che non riesco a levarmi di dosso quel fastidio.